Eventi

Tristezza infinita


Non riesci mai ad affermare l’oggetto dell’amore – la presenza è l’oggetto proprio dell’amore – compiutamente, adeguatamente: perciò non può non essere tristezza il rapporto umano.

… quanto più uno vive questa indagine, tanto più sente gli altri, piccoli, poveretti… la verità è che sono tutti smarriti. Per questo val la pena qualsiasi sacrificio, perché la nostra indagine sia più profonda, il nostro possesso di Colui che è presente sia più grande, e gli altri per questo capiscano di più.

L.Giussani, “Si può vivere così?”

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“…ho dovuto cominciare a insegnare quello che non avevo mai imparato…”

Sant Ambrogio

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Lodi, Don Carlo Romagnoni

L’eremita Laurentius

«Allora compresi che la mia vita sarebbe trascorsa nella memoria di ciò che mi era accaduto. E il tuo ricordo mi riempie di silenzio»

La vita di un prete, anche del più attivo missionario, deve avere in fondo un’ossatura monastica, o rimane fragile, senza capacità di costruzione autentica. È nel silenzio che s’impara a stare con la gente in modo diverso, a parlare alla gente in modo diverso, a ridere con la gente in modo diverso.
Si diventa più lieti e più profondi nello stesso tempo.

Solo una ragione stringente di carità dovrebbe dispensare da questo tempo della giornata donato direttamente a Cristo.

da “Educazione al silenzio”, Massimo Camisasca 14-07-2006
“Nuovi ritratti di Santi”, Antonio Sicari – Jaca Book 1991


«Lo sai che non credo in Dio, nonna». E lei replica:
«Tu non sai quello che dici. Non è possibile che tu non creda in Dio. Non sei tu a decidere». Richard le chiede:
«E chi altro decide, allora?». E lei:
«La vita che è in te decide. Lei sa da dove viene, lei crede in Dio».

I nuovi atei e quella vita che crede in Dio, Tracce.it 09-07-2010

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Il quotidiano eroico

“la novità nasce ogni giorno; esattamente come Johann Sebastian Bach ogni domenica componeva una nuova cantata, anche la nostra vita interiore deve vibrare incessantemente ed essere in continuo movimento, in attesa dell’inaudito miracolo che sta per venirci a sorprendere da Dio, dal mondo, dall’uomo…
Ecco come stanno le cose!”
Marija Judina

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Condannare il peccato, non il peccatore

Sant’Agostino, ???

Il perdono è il primo moto dell’animo cristiano, ma l’amore per la verità lo deve immediatamente seguire. Va perdonato chi ha commesso l’errore, addirittura il delitto, ma l’atto non può essere dimenticato. Va accolto l’uomo debole, ma deve essere deprecata la sua debolezza, agli occhi di tutti. Occorre cogliere anche il passo falso, come opportunità per costruire. Come un padre usa dell’errore del figlio, per educarlo, per accrescere la sua conoscenza.

Dall’Angelus del 21 Marzo 2010:
“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande…

Dal primo dei Cori della Rocca, di Eliot:

Il fiume scorre, le stagioni passano,
Il passero e lo stormo non hanno tempo da perdere.
Se gli uomini non edificano
Come vivranno?

Quando il campo è coltivato
Ed il frumento è pane
Non moriranno in un letto troppo corto
E in un lenzuolo stretto. In questa strada
Non c’è principio, non movimento, né pace né fine
Solo rumore senza parole, e cibo senza gusto.
Senza indugio, senza fretta
Costruiremo il principio e la fine della strada
Ne costruiamo il senso:
Una Chiesa per tutti
E un mestiere per ciascuno
Ognuno al suo lavoro.

Riferimenti:
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/22/Papa_condannare_peccato_salviamo_peccatore_co_9_100322034.shtml

Angelus del 21 marzo 2010 – “Impariamo ad essere intransigenti con il peccato – a partire dal nostro! – e indulgenti con le persone.”