Condannare il peccato, non il peccatore

Sant’Agostino, ???

Il perdono è il primo moto dell’animo cristiano, ma l’amore per la verità lo deve immediatamente seguire. Va perdonato chi ha commesso l’errore, addirittura il delitto, ma l’atto non può essere dimenticato. Va accolto l’uomo debole, ma deve essere deprecata la sua debolezza, agli occhi di tutti. Occorre cogliere anche il passo falso, come opportunità per costruire. Come un padre usa dell’errore del figlio, per educarlo, per accrescere la sua conoscenza.

Dall’Angelus del 21 Marzo 2010:
“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande…

Dal primo dei Cori della Rocca, di Eliot:

Il fiume scorre, le stagioni passano,
Il passero e lo stormo non hanno tempo da perdere.
Se gli uomini non edificano
Come vivranno?

Quando il campo è coltivato
Ed il frumento è pane
Non moriranno in un letto troppo corto
E in un lenzuolo stretto. In questa strada
Non c’è principio, non movimento, né pace né fine
Solo rumore senza parole, e cibo senza gusto.
Senza indugio, senza fretta
Costruiremo il principio e la fine della strada
Ne costruiamo il senso:
Una Chiesa per tutti
E un mestiere per ciascuno
Ognuno al suo lavoro.

Riferimenti:
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/22/Papa_condannare_peccato_salviamo_peccatore_co_9_100322034.shtml

Angelus del 21 marzo 2010 – “Impariamo ad essere intransigenti con il peccato – a partire dal nostro! – e indulgenti con le persone.”

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